Regolamento

REGOLAMENTO GENERALE

 PER DISCIPLINARE L’APPLICAZIONE DELLO STATUTO

(approvato dalla Assemblea dei soci il 14 dicembre 1978, ed aggiornato rispetto alle modifiche introdotte nello Statuto dall’ Assemblea Straordinaria del 9 aprile 2003 e del 18 Settembre 2008)0 – PREMESSA

Il presente Regolamento è stato redatto prendendo ordinatamente in esame tutti gli articoli dello Statuto: esso però cita solo quelli per i quali è emersa l’opportunità di ulteriori disposizioni per garantirne una corretta applicazione rispettando la lettera dello Statuto e ricordando lo spirito che ha presieduto alla sua compilazione.

Gli articoli dello Statuto che sono già di per sé sufficientemente completi non troveranno citazione nel Regolamento. Qualora in futuro apparisse in qualche circostanza una contraddizione fra lo Statuto e il Regolamento, le disposizioni emesse saranno inefficaci poiché lo Statuto costituisce in ogni caso norma inderogabile.

I – COSTITUZIONE E SCOPI

1 – Costituzione

L’esclusione di ogni scopo di lucro per l’Associazione in quanto tale ha un chiaro significato. Si aggiunge che nello spirito che ha guidato i fondatori nella costituzione dello Statuto questa norma va intesa in modo estensivo, ed esclude che l’Associazione possa agire direttamente (o promuovere indirettamente azioni) per migliorare le retribuzioni dei soci nell’ambito dei loro rapporti di lavoro dipendente o come liberi professionisti, o per sostenere rivendicazioni economiche di qualsiasi tipo; non dovrà, occuparsi di compensi o tariffe, non dovrà discutere né tanto meno fissare minimi di retribuzione o modalità di impiego o di rapporti.

2 – Finalità della Associazione

Possono far parte dell’Associazione solo i progettisti industriali di macchine, dispositivi e sistemi; sono esclusi i progettisti che lavorano in altri campi, quali per esempio le opere civili, le strade ed affini.

4 – Patrimonio

Alla formazione del patrimonio dell’Associazione è previsto che concorrano i proventi derivanti da pubblicazioni o servizi comunque forniti a terzi. Ciò non contrasta col fatto che deve essere assente ogni scopo di lucro, anche se i proventi per servizi a terzi o agli stessi soci superano le spese vive incontrate per rendere il servizio stesso, in quanto la differenza attiva resta disponibile solamente per nuove iniziative nelle direzioni previste dallo Statuto, e non può comunque essere direttamente goduta dai soci o ad essi riservata.

Il Consiglio Direttivo dovrà vigilare affinché sia conservato un ragionevole equilibrio di spese e proventi in vista degli impegni prevedibili nel futuro dell’Associazione. Il Tesoriere deve tenere evidenziato in modo particolare questo aspetto delle partite spese – ricavi.

II – ASSOCIATI

6 – Membri dell’Associazione

Le persone giuridiche membri dell’Associazione (come soci collettivi o benemeriti) devono indicare il nome di una persona accreditata a rappresentarli con pieni poteri, e hanno facoltà in linea di massima di sostituirla con altra al termine di ogni anno. Qualora si verifichino casi particolari (dimissioni, licenziamenti, malattie e altri gravi impedimenti) l’ente giuridico può chiedere di essere rappresentato da altra persona anche prima della scadenza annuale. Gli associati collettivi dovranno designare a rappresentarli una persona qualificata come progettista.

Sono ammessse domande di associazione come Associato Collettivo presentate da Uffici Tecnici sia di progettazione di prodotti industriali sia di progettazione di mezzi di produzione.

Per tutti gli Associati Collettivi, insieme con la richiesta di associazione deve essere fornito all’AIPI, e successivamente aggiornato ogni anno, in occasione del rinnovo dell’iscrizione, un elenco nominativo dei componenti dell’ufficio tecnico, che comprenda tutte e sole le persone che effettivamente svolgono con continuità opera di progettazione ai vari livelli, completato dalle date di inizio dell’attività dei singoli presso l’ufficio tecnico, dalle date di nascita e dai titoli di studio.

L’Ufficio Tecnico così associato sarà rappresentato a tutti gli effetti presso l’AIPI da un componente che operi nel suo seno in posizione di responsabilità, e che potrà essere sostituito da un supplente che abbia funzioni analoghe. L’AIPI si riserva di accettare a suo insindacabile giudizio i nomi proposti, che dovranno essere riconfermati o modificati di anno in anno.

La quota dovuta all’AIPI dalle aziende Associati Collettivi, sia per l’iscrizione che per i rinnovi annuali, viene stabilita ogni anno per le varie classi di numerosità degli addetti all’ufficio tecnico: essa è indipendente dalla circostanza che l’Associato Collettivo sia un’azienda di progettazione oppure l’ufficio tecnico di un’azienda di produzione. Il numero dei componenti dell’ufficio tecnico da prendere in considerazione è quello che risulta dagli elenchi annuali trasmessi all’AIPI.

Tutti i singoli componenti iscritti negli elenchi degli Associati Collettivi  godono delle stesse condizioni previste per gli Associati Ordinari per ciò che riguarda manifestazioni, convegni, iniziative culturali, acquisto di atti, ecc..

I responsabili degli Associati Collettivi possono essere eletti alle cariche associative previste dallo Statuto, eccettuata la Presidenza  dell’Associazione.

Le qualifiche, le prerogative, le facilitazioni e le funzioni presso l’Associazione per cariche conferite, restano in vigore in relazione all’appartenenza dei singoli all’ufficio tecnico e alla loro presenza nell’elenco annuale inviato dall’azienda all’AIPI; cessano completamente e ad ogni effetto per chi non faccia più parte di quello specifico ufficio tecnico o non sia comunque più compreso nell’elenco.

7 – Ammissione dei Soci

I candidati all’Associazione quali soci ordinari devono presentare una domanda redatta sulla guida di un formulario predisposto dalla Segreteria, indicando preferibilmente i nomi di due soci presentatori /ordinari, collettivi o onorari.

La documentazione prodotta dal candidato e le notizie date nella domanda di ammissione sono esaminate dal Comitato Esecutivo o dal Consiglio Direttivo, che possono a questo scopo chiedere pareri a uno o più soci che anche non ne facciano parte ma che abbiano specifica competenza nel campo di progettazione del candidato. Il parere dei soci esterni al Comitato deve essere espresso succintamente per iscritto e allegato alla documentazione. Il Comitato Esecutivo o il Consiglio Direttivo decidono per il parere a maggioranza assoluta dei presenti

In tutti gli ordini del giorno delle riunioni del Consiglio Direttivo e del Comitato Esecutivo deve essere prevista la voce: “Esame delle domande di associazione e relative delibere”.

I pareri e le motivazioni eventuali di soci emessi su richiesta del Comitato Esecutivo, i pareri del Comitato Esecutivo e i verbali che li riportano, le ragioni per le quali l’AIPI emette il proprio insindacabile giudizio, costituiscono materia riservata e non possono essere resi noti a nessuno, né dentro né fuori dall’Associazione.

L’archivio delle documentazioni dei soci è riservato ed è disponibile per eventuale consultazione al Presidente del Consiglio Direttivo ed al Coordinatore del Comitato Esecutivo.

In caso di giudizio finale negativo la documentazione dovrà essere restituita al candidato comunicando l’esito senza accennare ad alcuna motivazione neppure in caso di richiesta da parte del candidato respinto.

I soci che siano a conoscenza delle ragioni per cui la domanda di un candidato non è stata accettata non possono accennarne né farne oggetto di discussione né fra di loro né con estranei. Eventuali trasgressioni a questa norma possono costituire elemento sufficiente per l’applicazione del punto II – 10 dello Statuto, al titolo Radiazione.

I criteri sopra esposti sono espressamente formulati per l’accettazione di domande alla categoria dei soci ordinari. Analogamente ci si comporterà per l’ammissione dei soci collettivi, per i quali la documentazione prodotta potrà avere caratteristiche e aspetti diversi di volta in volta, sempre tali però da fornire sicuri elementi di giudizio al Comitato Esecutivo ed al Consiglio Direttivo. In questo caso il candidato alla qualifica di socio collettivo deve precisare i parametri che consentono di definire la quota di associazione, e deve impegnarsi a comunicare tempestivamente ogni variazione che possa modificare la quota stessa. Le quote sono quelle stabilite di anno in anno dall’Assemblea Generale Ordinaria. I soci onorari, definiti al II – 6, non presentano di loro iniziativa alcuna domanda. Essi vengono invitati dall’Associazione a farne parte con quella qualifica, e devono solo dichiarare di conoscere lo Statuto. Per i soci benemeriti si dovranno di volta in volta esaminare i singoli casi in sede di Comitato Esecutivo, per poi passare alla decisione definitiva in sede di Consiglio Direttivo.

8 – Doveri dei soci

La quota annuale di associazione decorre dall’inizio del trimestre nel quale la domanda è accettata e viene calcolata in proporzione ai trimestri di validità prima della scadenza annuale, che è fissata sempre al 31 dicembre.

10 – Radiazione

Con riferimento a quanto precisato a proposito del II – 7, si ricorda che la propagazione di notizie riservate relative alle ragioni per cui la domanda di un candidato non è stata accettata può costituire motivo valido per la radiazione.

Oltre ai casi singolarmente citati dallo Statuto, e nello stesso spirito, si ritiene che anche un comportamento non conforme ai principi dell’etica generale, tale da provocare condanne penali o anche solo un evidente diffuso senso di riprovazione, possa portare alla radiazione.

In questi casi il Consiglio Direttivo (di sua iniziativa o su motivata proposta del Comitato Esecutivo) dovrà esaminare il caso e convocare ad una seduta il socio di cui trattasi, ogni membro del Consiglio potrà interrogarlo per accertare meglio i fatti, e successivamente il Consiglio Direttivo deciderà inappellabilmente in altra seduta e in assenza del socio se la radiazione può essere applicata.

La radiazione ha effetto immediato.

Dell’avvenuta radiazione l’associazione potrà dare notizia con i suoi normali mezzi di informazione periodica ai soci, senza motivare le cause.

11 – Cancellazione

La cancellazione per morosità non estingue il debito dell’ex socio per il pagamento delle quote sociali, limitatamente alla quota dell’anno precedente alla cancellazione.

13 – Perdita dei diritti

Il socio che cessa di far parte dell’Associazione è tenuto a restituire l’attestato di appartenenza all’AIPI: qualora ciò non avvenga verrà data notizia della cessazione con i normali mezzi di periodica informazione.

III – ORGANI GENERALI

15 – Assemblea Generale – Composizione

I soci collettivi e benemeriti, in quanto persone giuridiche, hanno diritto ad un solo voto.

21 – Consiglio Direttivo – Comitato Esecutivo – Presidente – Compiti

Il Coordinatore del Comitato Esecutivo o, in sua assenza, un membro da lui delegato, presiede le riunioni e fissa data e ordine del giorno per la riunione successiva: la convocazione è fatta per vie brevi, con informazione diretta agli intervenuti e per telefono o per email agli assenti. Le riunioni del Comitato Esecutivo sono valide qualunque sia il numero dei presenti.

All’inizio di ogni seduta occorre accertare che gli eventuali assenti siano stati tempestivamente avvisati: di ciò fa fede la testimonianza dei membri del Comitato che hanno personalmente provveduto.

In caso di assenze prolungate per malattia, per permanenze all’estero o simili, la convocazione del Comitato sarà ugualmente valida anche se è stato, per queste ragioni, impossibile raggiungere uno o più membri con la convocazione.

Le deliberazioni del Comitato Esecutivo saranno valide se prese a maggioranza assoluta dai presenti.

I compiti permanenti del Comitato esecutivo sono i seguenti:

esame delle documentazioni presentate dai candidati all’associazione e formulazione di un parere definitivo riguardo all’ammissione del un nuovo Socio;

controllo periodico del regolamento per accertare che esso interpreti correttamente lo Statuto in modo consono alle esigenze attuali dell’Associazione.

Inoltre il Comitato Esecutivo deve valutare l’opportunità di:

indire manifestazioni o partecipare a manifestazioni indette da altri;

prendere contatto con Enti pubblici, statali o simili per affiancare la loro azione con commissioni di progettisti esperti;

prendere contatto con altre associazioni similari;

promuovere quant’altro ritenga utile per l’ottenimento dei fini che l’Associazione si propone.

Il Segretario redige un verbale per ogni seduta; all’inizio della seduta successiva il verbale della seduta precedente deve essere letto per esteso ed approvato punto per punto a maggioranza assoluta dei presenti.

Le delibere relative ai punti sui quali non si raggiunga la maggioranza suddetta vengono ridiscusse nella seduta successiva.

26 – Collegio dei Revisori dei Conti

Almeno un membro effettivo e uno supplente non devono far parte del Comitato Esecutivo

IV – DISPOSIZIONI GENERALI

27 – Cariche sociali

Tutte le cariche sociali sono conferite ad personam.

28 – Atti

Non sono considerati “atti dell’Associazione” i giudizi emessi dal Consiglio Direttivo in seguito all’esame di domande di candidati all’Associazione. I verbali di questi giudizi e le documentazioni eventualmente allegate costituiscono materia riservata, e sono accessibili solo in casi particolari regolati dalle norme dettate con riferimento all’articolo II – 7.

29 – Verbali

Delle sedute del Consiglio Direttivo e del Comitato Esecutivo fanno fede i verbali di volta in volta approvati, firmati dal Segretario e dal Presidente per il CD, dal Segretario per il CE e conservati in cartella.

Regolamento della categoria “Aspiranti soci”

Approvato dal Consiglio Direttivo il 20 dicembre 1993 su mandato conferitogli dall’Assemblea Generale  tenuta il 23 aprile 1993 e aggiornato dall’Assemblea Straordinaria dei Soci tenuta il 18 Settembre 2008 che ha introdotto la Categoria “Studenti”.

Il ruolo speciale degli “Aspiranti Soci” viene costituito secondo quando previsto al penultimo capoverso dell’ art. 6 dello Statuto.

Possono essere ammessi a tale ruolo coloro che operano come progettisti industriali da un periodo inferiore a cinque (come previsto dallo Statuto per essere ammesso in qualità di socio ordinario).

Coloro che per almeno un anno sono stati “Soci-Studenti” hanno il diritto di passare “Aspirante Socio” alla fine dei loro studi, purché siano impegnati nell’ambiente della progettazione e siano in grado di dimostrarlo concretamente.

L’ammissione al ruolo di “Aspirante socio”  è subordinata al parere favorevole del Consiglio Direttivo oppure del Comitato Esecutivo i quali, esaminata la documentazione prodotta dal candidato, ne valuteranno la posizione.

L’aspirante socio viene “affidato” ad un socio ordinario che ne sarà il tutor e lo seguirà nella professione; al tutor l’aspirante socio potrà rivolgersi per eventuali problemi.

L’aspirante socio dovrà comunque riferire al tutor circa la propria attività almeno una volta all’anno, in occasione della richiesta di rinnovo della propria associazione.

L’aspirante socio cesserà di essere tale qualora dovesse cessare l’attività di progettazione.

L’aspirante socio non è tenuto al versamento della quota di ammissione; la quota associativa è pari al 50% di quella degli Associati Ordinari.

L’aspirante socio ha diritto di partecipare alla manifestazione dell’Associazione alle stesse condizioni degli Associati Ordinari.

L’aspirante socio, una volta maturati i cinque anni di attività progettuale, può essere ammesso come Associato Ordinario, previo parere favorevole del Comitato Esecutivo o del Consiglio Direttivo su proposta del tutor.

31 – Regolamento della categoria “Soci-Studenti”

Il ruolo speciale degli “Soci-Studenti” viene costituito secondo quando previsto all’ultimo capoverso dell’ art. 6 dello Statuto.

Possono essere ammessi a tale ruolo gli studenti che frequentano l’ultimo anno della scuola media superiore e gli studenti universitari, i cui corsi di studio vedano coinvolta in maniera preponderante la progettazione.

L’ammissione al ruolo di “Socio-Studente”  è subordinata al parere favorevole del Consiglio Direttivo oppure del Comitato Esecutivo i quali, esaminata la documentazione prodotta dal candidato, ne valuteranno la posizione.

Il Socio-Studente cesserà di essere tale qualora dovesse abbandonare gli studi o comunque cambiare specializzazione, lasciando la progettazione.

Il Socio-Studente non è tenuto al versamento della quota di ammissione; la quota annuale associativa è pari al 25% di quella degli Associati Ordinari, avrà diritto a ricevere la rivista Progettare. (esclusa la seconda rivista).

Il Socio-Studente ha diritto di partecipare alle manifestazioni dell’Associazione alle stesse condizioni degli Associati Ordinari.

Il Socio-Studente, una volta terminati gli studi, avrà titolo per essere ammesso come Aspirante Socio,  previo parere favorevole del Comitato Esecutivo o del Consiglio Direttivo.

 

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